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Caffè: scopri la scelta più green

Lo ammetto, anche io sono una piccola drogata di caffè, in realtà cerco di non superare i 2/3 al giorno ma a quel piccolo piacere proprio non riesco a rinunciare. Gli studi dimostrano che il consumo di caffè (fino a 5 tazzine al giorno) ha effetti benefici sul nostro organismo, contribuendo alla longevità. Per questo motivo ho deciso di continuare a consumarlo ma cercando di fare la scelta più green. Innanzitutto è importante scegliere quale caffè, in secondo luogo con quale tecnica prepararlo a casa?

 

Come scegliere il caffè

Non dimentichiamo che il caffè, non è esattamente un prodotto di nicchia, è infatti al secondo posto tra le materie prime commercializzate a livello mondiale dopo il petrolio. La coltivazione del caffè interessa circa 70 Paesi situati nelle zone tropicali a clima caldo-umido, come Brasile, Vietnam, Indonesia e Colombia che forniscono circa il 63% della produzione mondiale. I campi di caffè in molti casi si presentano come monocolture intensive che fanno largo uso di pesticidi, con un’elevata richiesta di acqua e nutrienti e un prezzo elevato da pagare in termini di perdita di biodiversità e suolo fertile. Per fortuna ci sono eccezioni, aziende che si sono impegnate per rendere più sostenibili le coltivazioni, ridurre il consumo di acqua, pesticidi e contribuire alla tutela del territorio. Il marchio BIO e Fair Trade possono aiutarci a scegliere, ma anche verificare sul sito dell’azienda cosa si sta facendo di concreto, come ad esempio l’adesione ai goal di sostenibilità fissati dalle Nazioni Unite.

Come preparare il caffè

Un tempo c’era la moka, oggi ci sono altre alternative per preparare il caffè a casa, tanto che la moka sta sparendo dalle nostre case. Qual è il modo più green per preparare il caffè a casa? La risposta grazie ai test di Altroconsumo che hanno confrontato l’impatto ambientale dei vari metodi.

Ecco la classifica:

  1. Moka e caffettiere– Con la moka il costo di un caffè è di circa 0,1 euro. La moka stessa è 100% riciclabile essendo composta di alluminio e con l’impugnatura in plastica. I rifiuti prodotti sono i fondi di caffè che facilmente possono essere recuperati e usati per concimare le piante o differenziati nella raccolta dell’organico e Il contenitore del caffè spesso in plastica o alluminio.
  2. Macchine con le cialde– il caffè è racchiuso all’interno di una garza morbida, il prezzo per un caffè è di circa 0,11 euro. I rifiuti sono costituiti dalla garza, l’eventuale astuccio di ogni cialda, solitamente in alluminio e il loro contenitore, spesso in cartone. La macchina è un RAEE e come tutti gli apparecchi elettrici/elettronici può contenere materiali inquinanti e alto impatto ambientale ed è importante che sia correttamente smaltita a fine vita riciclando il più possibile dei suoi componenti.
  3. Macchine con le capsule– il caffè è racchiuso in una capsula che può essere di alluminio, plastica o Mater-Bi per le compostabili, il costo di un caffè è di circa 0,30 euro. Come mostrano i dati di Altroconsumo dopo 1 anno di utilizzo con una macchina da caffè a capsule si producono circa 700 g di alluminio, 5,7 kg di plastica e 4,2 kg di carta. Come quello a cialde, l’apparecchio è un RAEE e contiene materiali inquinanti che possono essere riciclati se smaltiti correttamente.
  4. Macchine automatiche – il costo di un caffè è di circa 0,17 mentre la macchina richiede un piccolo investimento. Queste macchine hanno dimensioni maggiori rispetto alle altre alternative, che significano maggiore quantità di materiali per realizzarle e poi da smaltire. Il consumo di energia è il doppio rispetto a cialde e capsule.
  5. Macchine a filtro – il caffè costa circa 0,11 euro a tazza, l’erogazione non ha consumi particolarmente elevati mentre i maggiori consumi sono dovuti al tenere in caldo il caffè per diverse ore come spesso accade con queste macchine. I rifiuti prodotti sono legati all’imballaggio del caffè e ai filtri in carta, ma il maggiore impatto ambientale è legato proprio ai consumi energetici. Come le altre macchine è un RAEE e richiede uno smaltimento corretto ovvero un conferimento in Ecocentri attrezzati per i RAEE o presso i rivenditori di prodotti elettronici.

 

Il caffè a impatto zero non esiste ma certamente possiamo cercare il miglior compromesso per non rinunciare a questa bevanda e allo stesso tempo ridurre il più possibile l’impatto ambientale della nostra scelta. Ecco qualche consiglio per non sbagliare:

  • Scegliete i produttori di caffè più impegnati per la tutela dell’ambiente e la sostenibilità
  • Se avete abbandonato la cara vecchia Moka per pura pigrizia, prendete in considerazione l’idea di rispolverarla e metterla in uso.
  • Se siete amanti del caffè americano evitate magari di lasciare accesa la macchina troppo a lungo.
  • Se siete consumatori di caffè in capsule scegliete quelle dove sono sono presenti meno imballaggi e in generale più facilmente riciclabili. Preferite le capsule compostabili e se consumate quelle in alluminio conferitele una volta esauste ai rivenditori che fanno la raccolta.
  • Se state per acquistare una macchina del caffè, riflettete bene sulla migliore scelta per voi, le vostre tasche e l’ambiente.

La scelta di prepararci un caffè green rispetto a uno ad alto impatto ambientale è solo nostra e nessuno ci costringe ad acquistare un prodotto rispetto a un altro. Siamo consapevoli dei nostri consumi e del nostro potere d’acquisto, non scegliamo solo per pigrizia, dedichiamo qualche minuto per fare la scelta giusta.

Buon caffè

Lisa

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