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Lo smalto per unghie green esiste?

Mi capita di farmi tante domande anche su gesti quotidiani, più lo faccio, più mi rendo conto di quante poche ce ne facciamo su alcune abitudini, che forse non dovremmo dare così per scontate.

Lo smalto ad esempio, o comunque l’insieme dei prodotti che usiamo quando facciamo manicure e pedicure: quanto ne sappiamo? Quante volte ci è capitato di chiederne all’estetista il contenuto o l’eventuale pericolosità per la salute?

La normativa europea ci tutela fissando limiti per le sostanze pericolose contenute nei cosmetici, ma resta il fatto che le nostre unghie assorbono tali composti, anche se a basse concentrazioni e che ognuno di noi può averne effetti diversi in base all’uso che se ne fa e alla predisposizione.

In molti smalti sono presenti sostanze pericolose come toluene, formaldeide, dibutil-ftalato(DBP), xilene, trifenilfosfato (TPHP), che non solo sono pericolosi per la salute, ma anche per l’ambiente e gli ecosistemi perché interferiscono gravemente con il sistema endocrino dell’uomo così come di tutte le specie animali.

Uno studio condotto da ricercatori della Duke University ha stabilito che lo smalto per unghie è un distruttore endocrino analizzando l’urina di un campione di donne che si erano messe lo smalto poche ore prima. Non dimentichiamo che le unghie non sono impermeabili a queste sostanze tossiche e non costituiscono una barriera protettiva all’ingresso di questi prodotti nel nostro corpo. Inoltre, gli smalti contengono sostanze volatili direttamente assorbite per inalazione.

Sebbene lo smalto per unghie non sia necessariamente l’unico responsabile, uno studio condotto in California rivela che le estetiste che applicano quotidianamente questi prodotti nei saloni di bellezza hanno un maggiore rischio di sviluppare patologie dovute all’esposizione quotidiana a queste sostanze chimiche.

La direttiva europea che norma le etichette di prodotti come i cosmetici prevede siano menzionati tutti i composti contenuti nel prodotto, quindi si evince l’importanza di leggerle attentamente prima dell’acquisto o dell’uso in un salone di bellezza o a casa. Un’altra precauzione da prendere, è quella di ventilare bene le aree dove viene applicato lo smalto.

Ho provato anche una tecnica giapponese in voga in alcuni saloni di Milano, che non usa smalto e solventi ma paste e polveri a base di ingredienti naturali come la cera d’api e il ginseng ma comunque alcuni chimici che non mi hanno del tutto convinto (es.propylene glycol, triethanolamine, potassium hydroxide, BHT, CI 45100).

Quali alternative quindi allo smalto classico?

Smalti naturali – sono prodotti senza toluene, formaldeide, dibutil-ftalato(DBP), xilene, trifenilfosfato (TPHP) – si possono acquistare anche online, il costo non è poi così diverso  da altri smalti tradizionali. Il  mio consiglio, se siete di quelle che si affidano a un estetista per la cura delle unghie è portare con voi il vostro kit di prodotti

Inventare nuovi trattamenti 100% naturali. È questa la sfida che mi sono data con l’aiuto di una professionista del settore, la mia estetista del cuore e di fiducia, Ivana Russo. Con Ivana ci siamo messe alla ricerca e allo studio di tutte le possibili alternative e nei prossimi giorni faremo un po’ di test per mettere a punto un nuovo trattamento senza rischi per la salute e per l’ambiente e che al contrario abbia solo benefici per la bellezza delle mani ma anche per rafforzare le unghie e rendere più belle perché più sane e non ho dubbi, anche l’ambiente ce ne ringrazierà

Per il nostro nuovo trattamento, che esibirò anche in occasione delle mie nozze, l’idea è di usare solo semplici ingredienti come cera d’api, miele, olio extravergine, limone.

La sperimentazione è iniziata e presto ve ne racconteremo i progressi. Se anche voi state sperimentando tecniche alternative per la cura di mani e piedi raccontatecele e condividetele con noi #unghiegreen

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